Salta al contenuto principale

Sturent

• • ⏱ 5 min di lettura

Affitti brevi, ecco le nuove regole: come funziona il “codice unico”

Affitti brevi, ecco le nuove regole

Importanti novità si profilano all’orizzonte nel settore degli affitti brevi: il loro crescente impatto sul mercato immobiliare porta all’introduzione di nuove regole, tra cui l’implementazione di un Codice Identificativo Nazionale. Questo codice avrà lo scopo di regolare l’attività degli affitti brevi in modo più efficiente, fornendo un quadro normativo chiaro e uniforme su scala nazionale. In questo articolo, esamineremo tutti gli aggiornamenti in corso nel settore degli affitti brevi.

Affitti brevi e le nuove regole: cosa cambia

In Italia sono circa 510mila gli immobili pubblicizzati online per gli affitti brevi, come confermato dal Centro studi di Aigab (l’associazione italiana gestori affitti brevi). Questa tipologia di locazione è concentrata principalmente in regioni come Toscana, Sicilia, Lombardia, Puglia, Sardegna, Campania, Veneto, Molise e Basilicata.  


Il settore degli affitti brevi è in costante espansione e si prepara ad affrontare novità significative con l’introduzione del Codice Identificativo  Nazionale obbligatorio per le strutture coinvolte (CIN). Il contratto di affitto breve, disciplinato dall’articolo 4 del D.L 50/2017, consente al locatore di affittare l’immobile per un massimo di 30 giorni, offrendo flessibilità sia al proprietario che all’affittuario. Per il primo, significa liberarsi dai vincoli della locazione tradizionale, ottenendo entrate mensili maggiori e la possibilità di utilizzare l’immobile quando desidera. Per il secondo, rappresenta la possibilità di avere una sistemazione temporanea a costi contenuti. Questo tipo di locazione è sempre più popolare grazie ai suoi numerosi vantaggi per entrambe le parti coinvolte.

Gli ultimi aggiornamenti per gli affitti brevi: le novità sul codice unico

Gli affitti brevi, con il loro crescente impatto sul mercato immobiliare, stanno vivendo importanti cambiamenti, tra cui l’introduzione di un Codice Identificativo Nazionale che regolerà questa attività in modo più efficiente. Inoltre, la commissione Politiche del turismo della Conferenza delle Regioni e Province autonome ha dato il via libera al Decreto del Ministero del Turismo che riguarda l’interconnessione delle banche dati regionali delle strutture ricettive. Questo permetterà di individuare un sistema unificato di identificazione, capace di contribuire a una maggiore trasparenza e regolamentazione nel settore degli affitti brevi. Il Decreto dovrebbe ottenere il via libera nelle prossime settimane e, dopo una fase sperimentale, si provvederà ad avviare la banca dati dei codici identificativi a partire da settembre. Il primo settembre 2024 è prevista la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso che annuncia l’entrata in funzione della banca dati e del portale del Ministero e, successivamente, è previsto un periodo di 60 giorni per consentire l’entrata totale in vigore del sistema.

Affitti brevi: arriva una nuova banca dati nazionale

I cambiamenti in atto per gli affitti brevi prevedono l’istituzione di una banca dati nazionale unificata riguardante agriturismi, campeggi, alberghi e ostelli. Questo nuovo sistema consentirà all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza di effettuare controlli incrociati per individuare situazioni a rischio. Gli affitti brevi in immobili privi di Codice Identificativo Nazionale saranno soggetti a controlli prioritari, come stabilito dal Decreto Anticipi (D.L 18 dicembre 2023 n. 145).

 

Si prevede l’istituzione di una piattaforma nazionale che costituirà un’evoluzione dei codici regionali già esistenti, ai quali verrà aggiunto un suffisso. Ogni regione trasmetterà i dati degli archivi alla banca dati unica e i titolari delle strutture dovranno verificarli, correggendo eventuali errori. Attraverso una procedura automatizzata, verrà associato un Codice Identificativo alle unità immobiliari destinate alle locazioni brevi e turistiche richiesto dal locatore o del soggetto titolare della struttura turistico ricettiva. Questo codice sarà applicabile sia alle unità immobiliari adibite a uso abitativo con contratti di locazione per finalità turistiche, sia alle locazioni brevi e alle strutture turistico-ricettive alberghiere ed extralberghiere. Il locatore otterrà il Codice Identificativo Nazionale (CIN) presentando una dichiarazione sostitutiva che attesta i dati catastali dell’unità immobiliare.

 

 All’esterno delle strutture sarà obbligatorio esporre il Codice Identificativo Nazionale (CIN), che dovrà essere incluso anche in ogni annuncio.  A partire da novembre, con l’entrata in vigore del provvedimento, chi non utilizzerà il Codice unico rischierà sanzioni significative. Coloro che affittano una struttura senza esporre il Codice Identificativo Nazionale (CIN) all’esterno potrebbero ricevere multe che vanno dagli 800 agli 8.000 euro, mentre chi non lo inserisce negli annunci potrebbe essere multato con cifre che vanno dai 550 ai 5.000 euro.  Una volta che il sistema sarà attivo, le banche dati nazionali e regionali comunicheranno in tempo reale. Con la nuova mappatura, il territorio italiano sarà completamente coperto.


Per avere maggiori informazioni sugli affitti brevi e le ultime novità contatta lo staff di Sturent, portale specializzato nell’affitto di alloggi privati a studenti universitari.

Affitti brevi, ecco le nuove regole
Contattaci
Accetto e acconsento l'informativa sulla privacy.

Post più popolari

Contattaci
Accetto e acconsento l'informativa sulla privacy.