


I posti auto all’interno dei locali sono soggetti al pagamento della TARI in quanto sono considerati aree frequentate dalle persone e, di conseguenza, produttive di rifiuti. Ma chi è responsabile del pagamento della TARI per il box auto in affitto? In questo articolo, approfondiremo questa questione, evidenziando anche le situazioni in cui è prevista l’esenzione dalla tassa.
Possedere un garage offre un enorme comfort, rendendo la vita quotidiana più funzionale. Dal parcheggiare l’auto all’uso come deposito, un box è molto versatile, offrendo spazio aggiuntivo per svariate necessità. In zone densamente popolate, avere un parcheggio personale può diventare un prezioso alleato per custodire la propria vettura, ottimizzando il tempo senza dover cercare invano un posto auto per ore. Inoltre possedere un box consente di tenere in ordine utensili e oggetti altrimenti difficili da sistemare.
Nei casi in cui il box è parte del contratto d’affitto, è essenziale verificare che sia incluso insieme all’immobile. In parallelo, esistono contratti di affitto dedicati esclusivamente al garage, regolati come accordi separati che disciplinano l’uso e la locazione dello spazio: la durata di questi contratti, così come le relative condizioni di rinnovo e disdetta, vengono concordate direttamente dalle parti interessate.
Nel momento in cui si affitta un box, è sovente domandarsi se il Comune consideri questo spazio soggetto al pagamento della TARI, anche se al suo interno non vengono prodotti rifiuti.
La Tassa sui Rifiuti (TARI) è l’imposta con cui i cittadini contribuiscono ai costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. È dovuta dai soggetti che occupano un immobile oppure, se vuoto, da chi ne è proprietario. Se il contratto di locazione ha una durata inferiore a 6 mesi, il pagamento della TARI spetta al proprietario dell’immobile, il quale può anche scegliere di addebitare in modo forfettario la quota all’inquilino, inclusa nel canone di locazione. Nei contratti di locazione con una durata superiore ai 6 mesi, il pagamento della TARI è sempre a carico dell’inquilino. Nel caso in cui l’immobile sia disabitato e privo di arredi essenziali, nonché non allacciato alle utenze luce e gas, il proprietario può essere esentato dal pagamento della TARI.
In generale, la legge presume che un locale coperto, indipendentemente dall’utilizzo effettivo da parte del contribuente, produca rifiuti. Pertanto, coloro che affittano un box sono tenuti comunque al pagamento della TARI, un onere che, come visto, ricade sul conduttore.
L’unico modo per esimersi dall’obbligo del pagamento della TARI è fornire la dimostrazione che nella zona non si producono rifiuti, una prova che ricade sul contribuente. Secondo quanto stabilito dalla Cassazione, non è compito del Comune dimostrare che il garage produca rifiuti: si presume che in tutti gli immobili locati (inclusi i parcheggi sotterranei) si producano rifiuti, a meno che non venga fornita prova contraria. Quest’ultima è l’unico modo per consentire al contribuente di accedere a un trattamento agevolato. Per ottenere l’esenzione dalla tassabilità della superficie del garage, è necessario dimostrare che, per il loro utilizzo e la loro natura, i locali non sono idonei a produrre rifiuti. Il contribuente deve presentare al Comune, di solito entro il periodo di gennaio dell’anno successivo all’occupazione delle aree soggette a tassazione, una dichiarazione in cui si specifica che l’area è inidonea alla produzione dei rifiuti, in quanto destinata esclusivamente al parcheggio della vettura. Solo attraverso questo processo è possibile ottenere l’esenzione dal garage della superficie tassabile.
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