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Caparra contratto di affitto, che danni copre e come funziona la restituzione

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Quando inizia il rapporto di locazione tra conduttore e locatore, l’inquilino ha l’obbligo di versare al proprietario una somma a titolo di caparra di affitto: questa cifra svolge la funzione di garanzia e la sua restituzione all’inquilino avviene al termine del contratto. In questo articolo esploreremo i dettagli relativi alla caparra di affitto e alla sua restituzione.

Che cos’è e come funziona la caparra per un affitto

In Italia, ancora oggi molte famiglie vivono in affitto. Secondo i dati dell’Istat, nel 2021 gli affitti hanno raggiunto i 5,2 milioni. Rispetto all’acquisto di una casa, questa opzione ha il pregio di essere più flessibile e di non richiedere un grande capitale iniziale per l’immobile, ma cela al suo interno particolari oneri. Tra questi il deposito cauzionale che, nel corso del rapporto di locazione, svolge una funzione di garanzia mirata a proteggere il locatore dall’eventuale inadempimento dell’affittuario rispetto agli obblighi previsti nel contratto. Nel caso in cui l’inquilino non adempia agli obblighi contrattuali, il locatore ha il diritto di trattenere il deposito cauzionale.

Il deposito cauzionale è finalizzato a tutelare il proprietario da eventuali danni che il conduttore potrebbe causare durante il periodo di locazione dell’immobile. La garanzia del deposito cauzionale copre anche l’eventualità del mancato pagamento dei canoni di locazione, che genera una perdita economica per il proprietario.

È fondamentale che il contratto di locazione contenga una clausola che specifichi come il locatore possa trattenere il deposito cauzionale alla fine del rapporto nel caso di mancato pagamento dei canoni.

Il deposito cauzionale è un istituto regolato dall’articolo 11 della legge 392/78, che stabilisce come la somma versata a titolo di deposito cauzionale non possa superare l’importo di tre mensilità del canone di affitto. La caparra determina la maturazione degli interessi, i quali dovranno essere corrisposti dal locatore al locatario al termine del contratto.

Il deposito cauzionale, fissato sulla base dell’accordo tra proprietario e affittuario, è nullo se non coincide con l’importo indicato nel contratto di locazione. Pertanto, l’ammontare del deposito cauzione deve essere quantificato unicamente in base al canone riportato nel contratto di locazione.

Caparra di affitto e la restituzione: quando avviene

La caparra di affitto è una forma di garanzia per compensare eventuali danni, morosità o mancati versamenti da parte dell’inquilino. Nel momento in cui il contratto di locazione giunge al termine, il deposito cauzionale perde la sua funzione di garanzia. Quindi, quando è che il proprietario di casa deve restituire la caparra?

 

L’obbligo di restituzione della caparra scatta appena in cui il conduttore riconsegna l’immobile al locatore. Se alla firma del contratto la caparra viene versata in contanti, la restituzione del deposito cauzionale avviene mediante addebito sul conto corrente e, proprio per questo motivo, nel contratto deve essere indicato l’IBAN dell’inquilino per effettuare il rimborso.

 

Per quanto riguarda le tempistiche, al termine del rapporto di locazione, il conduttore ha 10 anni di tempo per inviare la richiesta di restituzione, la quale può essere inoltrata attraverso la compilazione di un modulo dedicato alla restituzione della caparra di affitto, reperibile online.

 

Se la restituzione del deposito cauzionale non avviene e si verifica l’appropriazione indebita da parte del proprietario dell’immobile, il conduttore può agire giudizialmente mediante il ricorso per decreto ingiuntivo allo scopo di ottenere la somma versata alla firma del contratto.


Nel momento in cui avviene la restituzione del deposito cauzionale d’affitto, è sempre una buona idea redigere per iscritto un verbale di riconsegna, sottolineando che l’immobile si trova in buono stato. In questo modo, si scongiurano pretese di risarcimento posteriori da parte del locatore che ha accettato la riconsegna dell’immobile nelle sue condizioni integre.

Quando non viene restituita la caparra: cosa accade

Può capitare che talvolta l’inquilino causi danni all’appartamento o ai mobili al suo interno. In questa situazione, si delinea uno scenario differente che contempla la possibilità di non restituire la caparra.

 

È consentito trattenere il deposito cauzionale sia per danni che per canoni non corrisposti. Tuttavia, per farlo, è necessario che il proprietario presenti una domanda giudiziale, al fine di accertare eventuali inadempimenti da parte del conduttore. Questo processo permette di stabilire la sussistenza dei danni, definendo l’ammontare del risarcimento a beneficio del proprietario. È importante sottolineare che il deposito cauzionale non può essere trattenuto dal locatore arbitrariamente; la presentazione della domanda giudiziale è imprescindibile.

 

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