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Chi deve pagare l’IMU? Guida completa su che cos’è, quando si paga e come si calcola 

Chi deve pagare l’IMU

I proprietari di immobili soggetti a un contratto di locazione sono tenuti al pagamento dell’IMU ogni anno, ovvero dell’imposta municipale propria, consistente in dei tributi del sistema tributario italiano, in vigore dal 2011.

Per quanto riguarda le case in affitto, la normativa prevede l’esenzione degli inquilini dal versamento di questo tributo che è a carico, invece, del proprietario dell’immobile. Nel corso di questo articolo esaminano nel dettaglio chi deve corrispondere l’IMU e come si paga.

 

Che cos’è l’IMU e chi la deve pagare?

 

L’IMU costituisce un’imposta di natura patrimoniale, il cui pagamento spetta ai proprietari di fabbricati, terreni agricoli, abitazioni principali signorili e aree fabbricabili. Introdotta nel 2011, agli inizi la tassazione includeva anche coloro che avevano una sola abitazione principale.

Questa imposta è stata istituita dal governo Monti, nell’ambito della manovra Salva-Italia del 2011: il suo pagamento è applicato a livello comunale ed è basato sul possesso dei beni immobiliari.

Non sono sottoposti a questo obbligo contributivo i proprietari di abitazioni principali delle categorie catastali da A/2 ad A/7, mentre sono obbligati al versamento della tassa i proprietari delle abitazioni di lusso, ovvero appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Negli anni sono stati attuati dei cambiamenti che hanno portato alle regole attuali, le quali prevedono delle esenzioni dall’IMU per gli immobili in affitto.

 

Quindi, chi deve pagare l’IMU? Coloro che possiedono una sola abitazione principale sono esenti da questa imposta, visto che si applica solo agli immobili di lusso. Per quanto riguarda un immobile locato, la Legge di Bilancio 2020 ha abolito la TASI, introducendo la nuova IMU, modificandola e introducendo nuove agevolazioni, inclusa l’esenzione per gli immobili locali come prima casa.

 

IMU: quando si paga e come si calcola

 

Con l’abolizione della TASI, la suddivisione dell’imposta tra inquilini e proprietari in affitto è quindi venuta meno. Ora, l’IMU deve essere pagata solo dal proprietario, mentre l’inquilino è totalmente esente dall’imposta. Pertanto, chi è in affitto non è tenuto a versare l’IMU, visto che è l’onere dell’imposta ricade totalmente sul proprietario.

Oltre al locatore, a sostenere questa imposta sono i titolari di un diritto reale sull’immobile, l’assegnatario del bene immobile o il concessionario per le aree demaniali. Nel caso degli immobili locati attraverso il contratto a canone concordato, l’IMU 2023 è ridotta del 75%: quindi il proprietario usufruisce di uno sconto d’imposta pari al 25%.

Per quanto riguarda l’IMU sulla seconda casa affittata con cedolare secca vige comunque l’obbligo di pagamento per il locatore.

Ma come conoscere l’ammontare dell’IMU da pagare? Per individuarlo è necessario rivalutare la rendita catastale dell’immobile locato del 5% per poi moltiplicare il risultato per 160. Nel caso dell’IMU sulla seconda casa in affitto, l’aliquota ordinaria è pari a 0,86%, che può variare in base al Comune di riferimento.

In merito alle modalità di pagamento, l’IMU può essere saldata in due tranche annuali: una rata a titolo di acconto, di solito prevista a giugno, e la seconda di saldo, fissata a dicembre. In alternativa, la tassa può essere versata in una sola soluzione. Il pagamento può essere effettuato mediante il Modello F24.

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