


Affittare un appartamento in un edificio dotato di portiere condominiale offre numerosi vantaggi: maggiore sicurezza, gestione delle consegne, pulizia degli spazi comuni. Tuttavia, quando si firma un contratto di locazione, può sorgere una domanda importante: chi paga il portiere condominiale in caso di affitto? Il proprietario o l’inquilino? Vediamolo insieme.
Il portiere condominiale è sempre più presente nei grandi edifici, soprattutto nelle città con elevata densità abitativa. Il suo ruolo può includere sorveglianza, controllo accessi, gestione delle chiavi comuni, piccole manutenzioni e pulizia. In molti casi, il portiere risiede all’interno del condominio, in un alloggio che gli viene messo a disposizione.
Ma chi deve sostenere le spese del portiere condominio e del suo alloggio? E come vengono suddivise in caso di affitto?
In presenza di un contratto di affitto, la regola generale prevede che le spese condominiali ordinarie, comprese quelle per il servizio di portierato, siano a carico dell’inquilino. Questo perché si tratta di spese legate all’uso quotidiano dell’immobile e dei servizi comuni, di cui beneficia direttamente l’affittuario.
Le spese straordinarie, invece, rimangono in capo al proprietario. È quindi importante distinguere, nel contratto, ciò che spetta a ciascuna parte per evitare controversie. In ogni caso, è consigliabile specificare nel dettaglio la ripartizione delle spese nel contratto di affitto, soprattutto in condomìni con portiere, per chiarire sin dall’inizio ogni possibile dubbio.
Secondo il Codice Civile, l’alloggio del portiere è una parte comune dell’edificio, come la portineria o altri locali condivisi. Di conseguenza, le relative spese sono da ripartire tra i condòmini in base ai millesimi, a meno che il regolamento condominiale non disponga diversamente.
Il CCNL dei portieri stabilisce inoltre che, qualora previsto, l’alloggio del portiere debba essere gratuito, dignitoso e separato dalla guardiola. Oltre all’alloggio, il portiere ha diritto a forniture di acqua, energia elettrica e, se necessario, a un’indennità sostitutiva per il riscaldamento.
Tutti i condòmini, indipendentemente dall’utilizzo diretto del servizio, devono contribuire alle spese. Un eventuale compenso ridotto al portiere per via dell’alloggio gratuito non esonera i proprietari dal pagare la loro quota, come confermato da recenti sentenze della Cassazione.
Nel caso di affitti brevi o studenti fuori sede, spesso ci si dimentica della presenza del portiere condominiale e dei relativi costi. Tuttavia, anche chi soggiorna per brevi periodi o in locazioni transitorie deve contribuire, se previsto nel contratto. Per i proprietari, è utile affidarsi a piattaforme specializzate per chiarire questi aspetti e proporre immobili già in regola sotto il profilo contrattuale e condominiale.
Se stai affittando un appartamento o ne sei l’inquilino, conoscere le regole relative al portiere condominiale è fondamentale per evitare spiacevoli sorprese. Le spese devono essere ben definite nel contratto di affitto con la cedolare secca, e ripartite secondo normativa. Per i proprietari, è importante garantire trasparenza e correttezza, mentre per gli inquilini è essenziale sapere cosa è incluso nel canone e cosa no.
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