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Contratti affitto studenti universitari: quali sono e quale conviene di più

contratti affitto studenti

In Italia sono circa 5 milioni gli studenti che vivono fuori sede. Un dato esplicativo di quanti siano i giovani italiani che studiano in città diverse da quella di origine e di come, parallelamente, siano innumerevoli i proprietari di immobili che affittano case per loro. Sono in molti quindi a domandarsi quale sia il migliore contratto di affitto da stipulare e la normativa in materia. In questo articolo approfondiremo nel dettaglio come funzionano i contratti di affitto a studenti universitari.

Contratti di affitto per studenti: i dettagli

In materia di affitti per gli studenti universitari la tipologia più conveniente è l’affitto transitorio per studenti fuori sede, denominato contratto di “locazione abitativa di natura transitoria per studenti”, nell’ambito del quale sono previste agevolazioni sulla tassazione.

 

Questo tipo di contratto di affitto transitorio deve rispettare specifici requisiti e regole. Dovrà essere redatto a seconda del modello ministeriale: quest’ultimo è stato modificato con il Dm del MIT e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 marzo 2017.

 

Ma come funzionano i contratti di affitto per gli studenti? La legge prevede che questo tipo di contratto abbia una durata minima di 6 mesi e massima di 36. Il rinnovo avviene in modo automatico e la sua durata è la medesima del periodo di scadenza, a meno che prima della scadenza il conduttore abbia dato disdetta.

 

Questo tipo di contratto è contraddistinto dal canone concordato, fissato da accordi territoriali tra le organizzazioni sindacali, università e associazioni degli studenti. La normativa prevede che il proprietario di casa non possa fissare un canone mensile superiore a quanto previsto dagli accordi territoriali, quindi non si può utilizzare il canone libero (unico contratto possibile a canone libero è il 4+4).

 

Di norma in questo tipo di contratto sono previsti prezzi inferiori dal 15% fino al 40% rispetto ai prezzi di mercato degli affitti. Sono inoltre garantite agevolazioni sulla tassazione del reddito Irpef: si può, infatti, accedere alla cedolare secca del 10%. Per le sue caratteristiche, questo contratto dà vantaggi al proprietario che concede in locazione l’immobile a uno oppure più studenti fuori sede.

 

In merito ai contratti di locazione per studenti universitari sono previsti specifici requisiti relativi alla formula transitoria. In particolare lo studente deve avere la residenza in un Comune diverso rispetto a quello dove si trova l’immobile. Nel contratto di locazione a uso transitorio la residenza del conduttore deve essere indicata in modo specifico. Nel Comune in cui si affitta l’immobile ci dovranno essere un’università oppure sedi distaccate. Se mancano questi requisiti il contratto transitorio si trasformerà in ordinario o a uso abitativo.


Per avere la garanzia del pagamento, il proprietario potrà cointestare il contratto sia allo studente sia al genitore o a un parente che dovrà presentare la sua certificazione dei redditi.

Cosa serve per stipulare un contratto transitorio per studenti universitari

In merito al contratto transitorio per studenti universitari è previsto un modello ministeriale a cui attenersi. 

 

Esistono alcuni dati obbligatori ai fini della stipula, quali: 

  • comune di ubicazione dell’immobile, indirizzo e dati catastali;
  • dati anagrafici del proprietario e dello studente;
  • il canone di pagamento calmierato e le modalità di pagamento;
  • la durata del contratto (tra i 6 e i 36 mesi);
  • la motivazione dell’affitto legata alla frequentazione di un corso universitario fuori del proprio Comune di residenza dello studente;
  • la scelta della cedolare secca al 10%;
  • la ripartizione degli oneri;
  • il divieto di subaffitto.

 

Dopo la stipula, questi contratti vanno asseverati dalle associazioni di categoria, una per i proprietari e una per gli inquilini, fornendo tutta la documentazione necessaria, ovvero: 

  • contratto di locazione;
  • documento di asseverazione fornito dalle associazioni di categoria;
  • Attestato di prestazione energetica (APE)
  • Documenti di identità
  • Documentazione universitaria che attesti l’iscrizione ad un corso

 

Negli affitti per gli studenti universitari si può optare per la cedolare secca al 10% sostituendola alla tassazione ordinaria Irpef: questa dà inoltre la possibilità di esenzione dal versamento di imposta di bollo e di registro. Altre agevolazioni sono una riduzione dell’IMU del 25% e della TASI, sempre del 25%.

 

Per maggiori dettagli sul contratto di affitto per gli studenti universitari contattate il team di Sturent. Portale specializzato nell’affitto di alloggi privati a studenti universitari, il suo staff è al fianco di conduttori e proprietari di casa per individuare le migliori soluzioni in base alle loro esigenze.

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