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Contratto d’affitto con cedolare secca: che cos’è, come funziona e quali sono i vantaggi

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Per coloro che affittano un immobile e per chi è alla ricerca di una casa è fondamentale conoscere il contratto di affitto con cedolare secca. Si tratta di un regime agevolato di tassazione dei redditi derivanti dall’affitto di immobili a fini abitativi. All’interno di questo articolo scopriremo come funziona, chi può ricorrere a questa tipologia di contratto e quali sono i suoi vantaggi.

Contratto di affitto con cedolare secca: come funziona e le tipologie

Regime di tassazione facoltativo, la cedolare secca è caratterizzata dal pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali. Coloro che percepiscono redditi dalla locazione di immobili o che godono di diritti reali su di essi possono esercitare l’opzione per la cedolare secca. 

Nella cedolare secca vengono previste due aliquote differenti: 

 

  • del 21%, sui contratti d’affitto a canone libero in cui questo è stabilito da un accordo tra locatario e conduttore, della durata di 4+4 anni (non inferiore per legge, ed è annullabile in caso di diversa durata);
  • del 10%, per i contratti d’affitto a canone concordato,ovvero il contratto per studenti universitari della durata di minimo 6 mesi e massimo 36 mesi, con primo rinnovo automatico per uguale periodo, il contratto transitorio, che può essere stipulato per un periodo di minimo 1 mese e massimo 18 mesi, e il contratto 3 anni +2. Il canone di questi contratti è stabilito da accordi territoriali tra associazioni di proprietari e conduttori, e dal comune in cui è situato l’immobile. 

 

Chi possiede immobili oppure li concede in locazione ai fini abitativi può scegliere tra la tassazione ordinaria oppure quella sostitutiva attraverso la cedolare secca. 

 

Il locatore deve indicare, in sede contrattuale, l’opzione scelta. Può essere fatto anche di seguito mediante un modello RLI da compilare e consegnare all’Agenzia delle Entrate. Grazie alla cedolare secca si ha la possibilità optare per la tassazione fissa solo sul reddito da locazione, sostituendo l’applicazione delle aliquote IRPEF.

 

Per quanto riguarda i redditi che provengono dagli affitti con contratto a cedolare secca, questi vengono tassati a parte attraverso un’aliquota agevolata e non rientrano nella formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF. 

 

Inoltre per i contratti con cedolare secca non bisogna pagare le imposte di registro nè l’imposta di bollo, dovute per le registrazioni, risoluzioni e proroghe previste nell’ambito dei contratti di locazione. Tuttavia, lo stesso non vale per l’imposta di registro nel caso di cessione del contratto di locazione, che andrà sempre corrisposta.

Cedolare secca: chi può sceglierla

La cedolare secca è stata introdotta con il Decreto legislativo n.23 del 14 marzo 2011 per mettere un freno all’evasione fiscale sugli affitti. Con la cedolare secca si applica un’imposta sostitutiva all’IRPEF ed è previsto l’esonero dal versamento delle imposte di registro e di bollo e delle addizionali IRPEF regionali e comunali.


Con la cedolare secca si rinuncia alla facoltà di poter richiedere l’aggiornamento del canone di locazione – anche se previsto dal contratto – comprese le variazioni accertate dall’ISTAT dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. 


A optare per il regime della cedolare secca sono le persone fisiche, titolari del diritto di proprietà oppure del diritto reale di godimento, come l’usufrutto, che non locano nell’immobile nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni. 


Per quanto riguarda le locazioni brevi, ovvero per i contratti di locazione per uso abitativo non superiore a 30 giorni, stipulato tra due persone fisiche al di fuori dell’attività d’impresa, si può beneficiare della cedolare secca al 21%. Dal 2021 per questa tipologia è stato posto il limite per massimo quattro appartamenti all’anno: se si supera questa soglia è considerata come attività svolta sotto forma imprenditoriale. 


Per quanto riguarda i tipi di immobili la cedolare secca può essere applicata per le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11, mentre A10 è esclusa visto che è destinata a uffici o studi privati.

Contratto di affitto con cedolare secca: i vantaggi

Il contratto di affitto con cedolare secca è molto conveniente per il proprietario: il suo beneficio è strettamente connesso al calcolo del risparmio che ottiene rispetto al regime in tassazione ordinaria.  

 

Il contratto di affitto con cedolare secca, inoltre, ha sicuramente molti vantaggi per l’inquilino. Uno su tutti il fatto che il canone di affitto resta fisso: con questo contratto il proprietario si impegna per tutta la durata del contratto a non incrementare la cifra mensile dell’affitto.

 

Altro vantaggio è il fatto che in questo tipo di contratto non bisogna pagare le imposte di bollo e di registro dettate da registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione, spese di cui di solito inquilino e proprietario si fanno carico a metà. 


Per maggiori informazioni su questo tema o se hai un immobile da mettere in affitto e non sai come fare contatta il nostro staff.

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