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Qual è la differenza tra locazione e affitto?

differenza tra affitto e locazione

In tanti pensano che affitto e locazione siano la stessa cosa, ma in realtà non è così. Questi due termini sono, infatti, distinti: si tratta di due tipologie contrattuali differenti, contraddistinte da peculiarità diverse. In questo articolo approfondiamo nel dettaglio i loro elementi distintivi.

Affitto e locazione, non sono la stessa cosa: la differenza

Spesso usati come sinonimo, locazione e affitto di solito vengono impiegati per indicare il contratto con cui un proprietario concede a un terzo l’uso temporaneo di un immobile o di un bene mobile. Ma in realtà queste due parole non sono la stessa cosa: si tratta di due tipologie contrattuali differenti con elementi diversi.

 

Quindi qual è la differenza tra locazione e affitto? L’elemento distintivo principale è l’oggetto del contratto. La locazione riguarda beni non produttivi che in seguito potrebbero produrre ricchezza. Invece, nell’affitto sono coinvolti beni di tipo produttivo che producono potenzialmente ricchezza. 

 

Entrambi rappresentano un contratto tra due soggetti: una parte mette a disposizione dell’altra parte un bene per il suo utilizzo mediante un accordo basato sul pagamento di una certa quota di denaro. Per approfondire la differenza tra locazione e affitto, vediamo nel dettaglio in cosa consistono la locazione e l’affitto. 

Affitto, in cosa consiste e tutto quello da sapere

Per quanto riguarda l’affitto, questo è un tipo di locazione che riguarda quei beni che possono produrre reddito sia per il soggetto che gode della cosa, sia per chi è il concedente.

 

Facendo un esempio, emblematico è il caso di un’azienda che permette di produrre reddito al concedente, mediante il pagamento del canone di affitto, e al soggetto che ne gode, attraverso la produzione degli utili aziendali.  

 

Particolare tipologia di contratto di locazione, disciplinato dall’articolo 1615 del Codice Civile, questo contratto (a differenza di quello di locazione) riguarda un bene immobile o mobile di tipo produttivo. Quindi il soggetto che ottiene l’affitto lo deve usare per un obiettivo produttivo collegato. 

 

Le parti di questo contratto sono il soggetto che ha la proprietà, detto locatore ovvero colui che concede il bene e l’affittuario, colui che riceve il bene e che deve pagare il canone stabilito dagli accordi. 

 

Per quanto riguarda le sue caratteristiche, questo contratto deve essere stabilito con la volontà di entrambi i soggetti: corrispettivo di denaro e una durata specifica sono gli altri elementi necessari. La locazione e l’affitto hanno in comune il divieto del subaffitto, se questo non è noto al locatore e senza un accordo esplicito.

Contratto di locazione: in cosa consiste e tutti i dettagli da conoscere

Quando si parla di locazione di un immobile ci si riferisce a un contratto con cui un soggetto, chiamato locatore, concede a un altro soggetto, il conduttore, l’uso temporaneo di un immobile oppure di un bene mobile a fronte di un corrispettivo economico, denominato canone di locazione, pagato ogni mese, ogni tre mesi o annualmente.

 

I protagonisti di questo contratto sono il locatore, colui che ha la proprietà del bene e che lo presta a un’altra persona ai fini del suo utilizzo, e il locatario, che è il soggetto che riceve il bene in base a un accordo che prevede il pagamento del canone al proprietario. 

 

Disciplinato dall’articolo 1517 del Codice Civile, questo contratto può essere stipulato per un periodo indeterminato o determinato e può essere rinnovato previo accordo tra le parti al termine della durata prevista. In questo contratto, è il locatore a cedere al conduttore il diritto di godere di un bene mobile o dell’immobile, conservandone tuttavia la proprietà. Il locatore resta, quindi, responsabile per la riparazione dei danni e per la manutenzione. 

 

Il significato del contratto in locazione è riconducibile al tipo di bene messo a disposizione del locatore che non è produttivo: non crea nessun tipo di ricchezza, però potenzialmente potrebbe produrla. Un esempio è la locazione degli immobili a uso abitativo per studenti dove un inquilino paga mensilmente il canone di locazione ed è il proprietario che usufruisce di un tipo di guadagno. Quindi il bene produce sì ricchezza, ma solo per il proprietario e non per l’inquilino. 


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