


Il termine indennità di occupazione si riferisce al risarcimento a cui un soggetto ha diritto nel caso in cui l’immobile di sua proprietà venga occupato illegalmente da terzi. In questo articolo esamineremo nel dettaglio di cosa si tratta e le situazioni più comuni.
L’indennità occupazionale si verifica quando un immobile è occupato in modo illegittimo da terzi, determinando così una somma dovuta al proprietario. Si tratta di un risarcimento economico che spetta al proprietario dal momento in cui il suo immobile è occupato abusivamente da un terzo. Nel subire questo danno, il proprietario deve agire in giudizio, citando l’occupante e presentando una domanda risarcitoria.
Spesso, l’indennità di occupazione è menzionata nelle sentenze della Suprema Corte. Questa si applica nel caso dell’occupazione senza titolo, ovvero quando un soggetto si trova nel possesso o nella detenzione di un bene, generalmente immobile, senza avere un valido titolo giustificativo.
Per l’orientamento della Corte di Cassazione, l’indennità di occupazione non è dovuta in ogni circostanza. Non è, infatti, sempre possibile prevedere il riconoscimento automatico.
Il riconoscimento effettivo del danno deve essere messo in primo piano: quindi, il proprietario è tenuto a provare che il danno sia derivante dall’occupazione illegittima, garanzia per ricevere l’indennità.
Caso ricorrente è l’occupazione sine titulo che vede il proprietario che possiede un determinato immobile impossibilitato a metterlo in affitto per via di un’occupazione abusiva. Per esempio una circostanza diffusa accade quando l’ex locatario continua a occupare l’immobile anche se il contratto di locazione è scaduto. La normativa prevede come l’ex affittuario per tutto il tempo dell’occupazione illegittima sia tenuto al versamento al proprietario di una somma mensile pari al canone corrisposto durante il periodo di regolare di locazione.
In questo caso, il proprietario riceve l’indennità di occupazione senza dover dimostrare il danno ricevuto con l’applicazione dell’articolo 1591 del Codice Civile, in cui sono specificati i danni per ritardata restituzione.
Altro caso diffuso riguarda l’occupazione abusiva di un immobile da parte di soggetti estranei. In questa circostanza, come specificato nell’ambito della sentenza 13071/2018, non essendoci un contratto di locazione, il proprietario deve dare prova della presenza del danno al proprio patrimonio immobiliare. Inoltre, deve provare l’intenzione concreta, durante il periodo dell’occupazione abusiva, di mettere in affitto l’immobile oppure di procedere alla vendita dello stesso o la necessità di sostenere spese non previste per risiedere in un immobile diverso rispetto a quello occupato.
Se il proprietario non riesce a dare dimostrazione di tutto questo, il giudice allora non può disporre il versamento dell’indennità di occupazione.
Per quanto riguarda la locazione commerciale, nel caso di occupazione abusiva si fa riferimento alla sentenza numero 2846 della Corte di Cassazione, emessa 13 febbraio 2015.
Nelle situazioni in cui l’indennità di occupazione assume la natura di canone di locazione, la somma in questione, come previsto dal Dpr. n. 633/72, è soggetta a Iva. L’imposta di registro è pari all’1% e il proprietario dell’immobile è tenuto a rilasciare regolare fattura a seguito del pagamento del canone.
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