


Quando si stipula un contratto di affitto è importante essere a conoscenza di come sono ripartite le spese di gestione dell’immobile tra proprietario e affittuario. In tutto questo è fondamentale sapere a chi spetta la manutenzione della caldaia, impianto cardine di qualsiasi abitazione grazie a cui avere il riscaldamento e l’acqua calda. In questo articolo vedremo nel dettaglio come funziona la sua manutenzione ordinaria e straordinaria nonché casi particolari.
Affittare un appartamento è un’opzione che racchiude molti pregi. Dall’investimento iniziale esiguo alla flessibilità di questa soluzione, è importante essere preparati in merito a tutti gli aspetti che si celano nel contratto di affitto.
Per esempio è fondamentale essere a conoscenza della gestione dell’immobile e quali oneri sono a carico del proprietario e quali all’affittuario. Tra le tante cosa da conoscere c’è anche l’aspetto relativo alla manutenzione della caldaia.
La caldaia è un pilastro portante in ogni abitazione: si tratta della parte più importante dell’impianto di riscaldamento. Il suo ruolo è quello di fornire acqua calda ai termosifoni e riscaldare l’acqua corrente.
Impianto proposto in varie tipologie, da quelle classiche a quelle a condensazione, per garantirne il corretto funzionamento è fondamentale che la sua manutenzione venga eseguita regolarmente da un esperto del settore. Questo permetterà anche di risparmiare, evitando di finire per avere una caldaia che non è performante, portando all’aumento dei consumi.
Non eseguire la manutenzione periodica di questo impianto incide sulle bollette e sull’impatto ambientale.
Tra i controlli sull’impianto, uno step immancabile è la revisione della caldaia: si tratta di un obbligo di legge e pertanto non può essere tralasciato.
Questo intervento comprende sia la manutenzione ordinaria della caldaia, sia la cosiddetta verifica dei fumi, che riguarda il controllo dell’efficienza energetica e della sicurezza dell’impianto. Nel caso del contratto di affitto, la pulizia e il controllo dei fumi spettano all’inquilino, rientrando nelle spese di manutenzione ordinaria previste per la gestione dell’impianto termico.
Per quanto riguarda la manutenzione della caldaia privata spettano all’inquilino le spese dettate dall’accensione stagionale della caldaia nonché quelle della messa a riposo quando la stagione invernale è finita. Le piccole spese dettate dalla manutenzione dell’impianto sono sempre a suo carico come stabilito dall’articolo 1576 del Codice Civile, che prevede come spettino al conduttore le riparazioni dettate dal deterioramento dell’impianto dovuto al suo utilizzo.
Se l’immobile è un appartamento in un condominio, le spese comuni sono a carico del proprietario. Quindi per la caldaia condominiale, le operazioni di pulizia, installazione e manutenzione devono essere sostenute dai condomini: l’amministratore di condominio si rifarà, quindi, sul locatore per le spese legate alle parti comuni. Il proprietario potrà richiedere a sua volta all’affittuario i costi sostenuti per la manutenzione ordinaria.
Ma cosa fare se l’inquilino non esegue la manutenzione ordinaria della caldaia? Questa mancanza prevede una sanzione amministrativa, da 500 euro a 3.000 euro, come indicato nel decreto legislativo n. 192 del 2005, che è prevista nei confronti del soggetto responsabile della sua manutenzione, quindi in questo caso l’inquilino.
Se la manutenzione ordinaria della caldaia spetta all’affittuario, le cose sono diverse per le spese dettate dall’installazione della caldaia e della sua sostituzione.
Nel caso in cui la caldaia sia rotta, chi paga è il locatore che deve anche sostenere le spese dettate dalla sostituzione di eventuali parti della caldaia se danneggiate per caso fortuito o per vetustà, come previsto dalla Cassazione con la sentenza n. 24737 del 2007. Unica eccezione è la situazione in cui la caldaia si sia rotta per via di una negligenza da parte dell’affittuario oppure per la mancata manutenzione. In questo caso la riparazione caldaia deve essere sostenuta dall’inquilino.
Spettano al proprietario eventuali spese previste per gli adeguamenti dell’impianto dettati dalla legge.
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