


In merito agli affitti brevi, sono previste grandi novità per il prossimo futuro. Il Parlamento europeo e la Presidenza spagnola del Consiglio Europeo hanno finalizzato un accordo provvisorio riguardante la raccolta e la condivisione dei dati relativi ai servizi di affitto di alloggi brevi. In questo articolo esamineremo i dettagli di questa importante iniziativa.
Sono in arrivo importanti cambiamenti per le regole riguardanti la gestione degli affitti brevi. Oltre alle novità sulla scena italiana, come l’incremento al 26% della cedolare secca sulle locazioni a breve termine sulle seconde case, previsto dalla nuova Legge di Bilancio, da Bruxelles si prospettano grandi cambiamenti.
Lo scorso 15 novembre, il Parlamento Europeo e la Presidenza spagnola del Consiglio Europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio riguardante il regolamento per la raccolta e la condivisione dei dati relativi ai servizi dedicati alla gestione dei contratti di alloggio a breve termine.
Con una nota del 16 novembre scorso, l’Unione Europea ha chiarito gli obiettivi di questa iniziativa, volta a stabilire norme comuni per la registrazione e l’identificazione degli host e degli immobili. Inoltre, questi cambiamenti mirano, nell’ambito dei database di gestione degli affitti brevi, a promuovere un’economia trasparente e responsabile. L’accordo in questione è di tipo informale e prima della sua applicazione dovrà essere adottato sia dal Parlamento, sia dal Consiglio Europeo. Dal momento in cui entrerà in vigore, i Paesi Membri avranno a disposizione un lasso di tempo pari a 24 mesi per poter adeguare le infrastrutture di registrazione.
Sull’accordo è intervenuta l’Eurodeputata olandese Kim van Sparrentak, che ha sottolineato come attualmente le città siano dominate da affitti brevi illegali, situazione che mette a repentaglio la vivibilità dei centri urbani. Grazie all’iniziativa dell’UE, si potrebbe arginare tutto questo, mettendo un freno al fenomeno degli affitti illegali e rendendo anche omogenee le regole sugli affitti brevi nel contesto comunitario, dato che ad oggi gli Stati membri si muovono in maniera differente.
Nella gestione degli affitti brevi, tra i cambiamenti futuri spicca una possibile semplificazione nel processo di registrazione degli host. L’accordo informale dell’UE prevede che la registrazione debba essere gratuita o comunque disponibile a un prezzo accessibile.
Una volta finalizzata la procedura, l’host riceverà un numero di registrazione, grazie al quale potrà affittare la sua proprietà. Questo consentirà alle autorità competenti di conoscere e verificare l’identità dell’ospite. Se l’accordo provvisorio diventasse legge, le piattaforme dovrebbero gestire i servizi di intermediazione degli affitti brevi e permettere ai singoli utenti di identificare gli immobili negli annunci attraverso il numero di registrazione dell’host, verificando che le informazioni fornite siano complete e affidabili. Le piattaforme saranno tenute a effettuare controlli casuali dedicati per verificare le informazioni fornite dagli host.
Per quanto riguarda la trasmissione dei dati, l’iniziativa prevede l’istituzione di un punto di accesso digitale, grazie al quale reperire tutte le informazioni delle piattaforme nel campo degli affitti brevi riguardanti l’attività degli host, come per esempio il numero di registrazione e l’indirizzo dell’immobile. Raccogliere questi dati permetterà di stilare delle statistiche, destinate alle pubbliche autorità locali che potranno così migliorare i servizi turistici. Altra novità sul tavolo è l’applicazione di un regime meno oneroso per le piattaforme.
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